Alpinismo in Trentino Alto Adige: divertimento allo stato puro!

 

Le Maddalene

Catena delle MaddaleneFare trekking non significa percorrere velocemente e in modo distratto gli ambienti, ma, al contrario, è un modo per cogliere gli aspetti più veri della montagna assaporandone gli spazi, il vento, i colori…

I sentieri alle Maddalene in Val di Non sono ben segnalati, perciò non vi rimane che indossare le scarpe da montagna, mettere lo zaino in spalla, munirvi di una cartina e partire per il trekking delle Maddalene. Sono disponibili diverse guide e carte della zona, che possono perfezionare il bagaglio informativo. L’escursionista è l’espressione di un turismo intelligente, curioso delle piccole conquiste ottenute passo dopo passo e desideroso di semplici emozioni.

Giungere alla cima di una montagna al termine di una bella passeggiata è un emozionante momento di relax in un’oasi di tranquillità e freschezza, in un rapporto puro e diretto con le Maddalene, per vivere in modo profondo la dimensione del silenzio. Gli itinerari possibili e consigliabili in Val di Non sono un’infinità, dalle escursioni più impegnative e faticose alle passeggiate più brevi, ma non meno coinvolgenti. Ognuno può scegliere il tipo di esplorazione che più gli si addice e lo affascina.

La catena delle Maddalene è attraversata da due importanti itinerari: il sentiero Bonacossa che dal Passo Palade raggiunge la Valle di Rabbi e una tappa del Sentiero Italia.

Accessi: Percorrendo l'Autostrada del Brennero (A 22), si esce al casello di S. Michele all'Adige e prendendo la direzione Val di Non, si arriva a Cles in circa 30 minuti. Proseguendo poi nella zona delle Maddalene, verso i paesi di Bresimo, Cis, Livo, Rumo, Cagno', Revo' e Romallo. In treno si scende a Mezzocorona, quindi con il trenino fino a Cles e successivamente con pullman di linea verso i vari paesi.

 

Sentiero di San Vili

Il sentiero di S. Vili è un lungo percorso, aperto nel 1988 dalla S.A.T. (Società Alpinisti Tridentini), che va da Trento A Madonna di Campiglio per un totale di quasi cento chilometri, suddiviso logisticamente in sei tappe, ciascuna delle quali costituisce già di per sé un´escursione completa e soddisfacente. S. Vili significa S. Vigilio nell´antica dizione delle genti trentine e infatti il sentiero riproduce il percorso seguito dal santo che per primo, nel 400 d.C. affrontò i sentieri e le strade di montagna nella sua opera di evangelizzazione. S. Vigilio è un personaggio molto conosciuto in tutto il Trentino-Alto Adige ed a testimonianza del suo passaggio e della devozione popolare che ne è seguita, si trovano sparse in varie località chiese e cappelle a lui dedicate. Prima fra tutte la cattedrale di Trento eretta sul luogo della sua sepoltura.

 

Trekking del Cristo Pensante

Benvenuti nel Trekking del Cristo Pensante dove il cammino diventa un fantastico viaggio nella mente.
Le Dolomiti con l’enrosadira e la sua aria sottile, le foreste dei violini, le albe e i tramonti, i sentieri facili, i ricordi delle Grande Guerra, la natura che sembra si sia fermata e infine c’è Lui, il Cristo Pensante, nella sua Cattedrale, il Monte Castellazzo, piccola cima che sa incantare anche chi in montagna ha vissuto una vita intera.

Un progetto ambizioso per trasformare il Trekking del Cristo Pensante in una palestra del Brain Walking, dove potrai pensare, farti domande e trovare le risposte, sederti immerso nel tramonto accanto al Cristo Pensante per capire quanto piccolo sia l’uomo e quanto immenso sia l’universo.

Il Trekking del Cristo Pensante nasce sotto il patrocinio del Trentino, del Parco Naturale di Paneveggio-Pale di San Martino, delle Aziende per il Turismo di Primiero, San Martino di Castrozza, Vanoi e della Valle di Fiemme e del Comune di Tonadico e degli altri comuni del Primiero.
Il cammino è da sempre un stimolo a pensare e sul percorso del Trekking del Cristo Pensante i tuoi pensieri si fonderanno con i Suoi pensieri in un crescendo di domande che ti porteranno in prossimità della punta dove potrai sederti accanto a Lui.

 

Dolomiti di Brenta Trek

Le Dolomiti di Brenta viste da OvestÈ stato inaugurato ufficialmente nell’estate 2009 il “Dolomiti di Brenta Trek”, un nuovissimo itinerario trekking disegnato tutto intorno al Gruppo delle Dolomiti di Brenta e immerso nel cuore di uno dei più selvaggi e autentici parchi naturali d’Italia: il Parco Naturale Adamello Brenta.

Il “Dolomiti di Brenta Trek” (DBT) è un tracciato ad anello dedicato all’escursionismo che va ad abbracciare nel modo più ampio possibile il Gruppo di Brenta. Si rivolge a due differenti target di camminatori.

Il percorso “expert” è pensato per gli escursionisti intenditori delle vette e ben allenati, per coloro che vogliono vivere la montagna al 100% e hanno voglia di provare l’esperienza del soggiorno in rifugio in alta quota, mentre il percorso “country”, è dedicato alle famiglie, a chi ama assaporare la montagna più dolce e camminare senza rinunciare alla comodità di riposare tra confortevoli lenzuola al rientro dall’escursione.

Grande novità che “Dolomiti di Brenta Trek” propone riguarda il versante dell’ospitalità. Essendo studiato come un itinerario da portare a termine in più giorni, esso offre anche la possibilità di vivere la magia di una notte trascorsa in alta quota in uno degli ordinati rifugi alpini o in una malga d'alta quota dove potersi concedere anche tutto il sapore della tradizione enogastronomica trentina.

A breve on line anche il sito internet dedicato al percorso www.dolomitibrentatrek.it dal quale sarà possibile scaricare tutte le info tecniche per muoversi in tranquillità: cartine, altimetrie, tracce gps e tutti i recapiti delle strutture ricettive convenzionate al progetto che offrono un’ospitalità dedicata e a misura di escursionista.

 

Il Sentiero della Pace

Una delle passerelle del Sentiero della Pace nella gola RastenbachklammIl Sentiero della Pace è un percorso turistico - escursionistico di importante memoria storica.
Si snoda per oltre 450 chilometri lungo sentieri, strade forestali, trincee e camminamenti che congiungono lo Stelvio alla Marmolada, ripercorrendo la linea del fronte della Prima Guerra Mondiale.

È un itinerario ricco di motivazioni di carattere ambientale, ma soprattutto con un profondo significato culturale e storico: un percorso nelle memorie, per riflettere e meditare.

È percorribile da un normale escursionista in 28-30 giorni, ma può naturalmente essere percorsa anche solo una parte.
Questo lungo tragitto si conclude attraversando la parte più orientale della catena del Lagorai (Colbricon, Paneveggio) fino alla Marmolada.
Il sentiero prevede inoltre delle varianti percorribili in giornata che raggiungono particolari testimonianze belliche di notevole valore.

 

Il Selvaggio Lagorai

Arrivando in Val di Fiemme dalla Valle dell’Adige e superato il Passo di San Lugano, il Cimon di Val Moena si alza imponente all’orizzonte. Alla sua destra, la suggestiva Val Cadino, famosa per le splendide abetaie che si inerpicano sui fianchi settentrionali del Lagorai, sale verso il Passo Manghen (2047 m), che segna lo spartiacque con la Valsugana. Proprio dal Manghen parte la prima tappa del Trekking delle Leggende (TdL).

Dal Rifugio Manghen Hütte segue il sentiero 322A. Superate alcune placche rocciose su cui troneggiano splendidi esemplari di pino cembro, tra cui il tronco scheletrito dell’Eterno, dell’età stimata di almeno 1000 anni, si raggiunge in poco più di mezz’ora il Lago delle Buse, incorniciato dal versante settentrionale del Monte Ziolera. Costeggiando in falsopiano questa parete rocciosa, e poi la Pala del Becco, il segnavia 322A (poi 322), raggiunge la Forcella di Montalon (2133 m) e da qui un lungo traverso a mezza costa sul versante settentrionale del Montalon, con splendido panorama sul Lago delle Stellune, arriva nei pressi di Forcella di Val Sorda (2256 m).

Una breve discesa porta sulle rive dello specchio blu cobalto del lago, poi il sentiero segnavia 317 sale ripido verso Forcella di Val Moena (2294 m). Da qui un’infinita discesa lungo la Val Moena (in luglio il versante orientale del Cimon di Val Moena si tinge di uno straordinario colore rosso sangue per la fioritura dei rododendri), consente di ritornare a Cavalese. Si può altrimenti percorrere l’itinerario dell’andata in senso contrario per ritornare al Passo Manghen.

 

Trekking dei Forti

Il Trekking dei Forti consente la visita alle sette fortezze austro-ungariche degli Altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna (guerra 1915 - 18), tra le quali spicca, per interesse, il Forte museo Geshwent Belvedere di Lavarone.
Strutturato su circa 70 km di lunghezza (percorribile in 5 giorni), permette dunque la visita ai forti austro-ungarici di Dosso del Sommo (Werk Serrada), Sommo alto, Cherle, Lusern, Busa Verle e Cima Vézzena.

Si possono visitare inoltre i cimiteri militari di Folgaria, Costalta e Slaghenaufi, la Stazione di collegamento ottico di monte Rust, la misteriosa Scala dell'Imperatore e i resti di quello che fu il Comando tattico di settore ricavato nella profonda forra dei Virti. Il Trekking offre ampi panorami sui massicci montuosi circostanti.

  • 1 giorno
    Folgaria - Serrada - Forte Dosso del Sommo - Forte Sommo alto - Rifugio Stella d'Italia - Ortesino - Forte Cherle. (pernottamento Hotel Forte Cherle)
     
  • 2 giorno
    Forte Cherle - Carbonare - Comando AU dei Virti - Lavarone Chiesa - Osservatorio di monte Rust (pernottamento a Lavarone Chiesa)
     
  • 3 giorno
    Lavarone Chiesa - Forte Belvedere Gschwent - Monterovere - Forte Busa Verle - Forte Cima Vézzena - Passo Vezzena. (pernottamento Hotel Vézzena)
     
  • 4 giorno
    Passo Vézzena - avamposto del Basson - Millegrobbe - Forte Lusern - Luserna (pernottamento a Luserna)
     
  • 5 giorno
    Rientro a Folgaria dirattamente da Luserna attraverso l'Attraversata Cimbra (circa 25 - 30 km)

 

Sui sentieri della Grande Guerra

Una facile e spettacolare passeggiata sui sentieri della Grande Guerra, all’ombra del Monte Cauriol. Dal rifugio omonimo, a 1587 metri di quota, una ripida e stancante salita (segnavia 349) sale tra sfasciumi e praterie verticali fino a Forcella Coldosè (2182 m), per affacciarsi su uno splendido anfiteatro punteggiato di laghetti tra i più belli di tutta la catena del Lagorai.

Dalla forcella il sentiero scende verso il Lago delle Trote (2110 m); una breve deviazione verso sud porta in pochi minuti al Lago Brutto e tornati sui propri passi, si imbocca verso destra il segnavia 339 che, attraversando in quota il Lago di Moregna, scende poi verso il pianoro erboso dove sorge Malga di Valmaggiore (1620 m). Da qui, una strada sterrata scende fino a Predazzo.