Castelli del Trentino Alto Adige

Castello di Stenico

Ciclo dei Mesi, Gennaio, Maestro Venceslao - Torre Aquila del Castello del BuonconsiglioUna struttura di potere che fu realizzata presso uno sperone roccioso che sovrasta l’intera via di comunicazione in direzione delle Giudicarie, il Castello di Stenico è stato realizzato più di 2000 anni fa come un rifugio per gli Stoni, una popolazione alpina dalla quale il paese ha preso il nome.

La storia del castello è collegata a quella dei principi di Trento che detenevano l’amministrazione della giustizia, in base alla leggenda si apprende che nella torre della Fame si lasciavano morire di fame i prigionieri, si narra che le loro anime appaiano durante le notti di luna piena. Con l’occupazione delle truppe napoleoniche, nel Settecento, prese avvio la decadenza. Il castello, nel 1829, fu utilizzato per gli uffici dell’Imperiale Regio Giudizio della Valle per volere del Demanio austriaco.

I primi lavori di restauro furono avviati nel 1910 e successivamente ripresi nel 1973 per mano della Provincia autonoma di Trento. È possibile accedere al castello tramite una rampa ripida che mette in collegamento il borgo di Stenico alla piazza, l’accesso è caratterizzato da un portale principale archi voltato che in principio aveva torrioncini circolari.

Particolarmente interessanti sono gli affreschi presenti nelle sale maggiori, attualmente il castello è una nota sede espositiva che accoglie mostre, concorsi di fotografia e arte contemporanea, concerti e vari eventi. Inoltre è anche presente un’importante sala dedicata all’archeologia della storia locale, ma anche un’esposizione di dipinti, mobili, antichi utensili e armi parte della collezione del Museo Castello del Buonconsiglio della città di Trento, sede distaccata.

Si consiglia di contattare il Castello di Stenico per aggiornamenti sull'orario di visita.

Rocca di Riva

Rocca di Riva, Riva del GardaLa Rocca di Riva oggi è sede del Museo civico di Riva del Garda.
Antichissimo castello di Riva del Garda, la Rocca di Riva, nonostante le diverse trasformazioni, ancora oggi conserva un aspetto austero e al tempo stesso elegante.

Le pareti di pietra o di malta, le quattro torri angolari, il piccolo ponte d’ingresso sul canale che specchia i giardini e gli alberi del Brolio caratterizzano la Rocca. Il profondo restauro di questi ultimi anni è servito per riportare alla luce alcune antiche strutture e a dare spazio adeguato al Museo comunale, dove si conservano importanti testimonianze della storia, dell’arte e della cultura locale.

Sono presenti moltissime testimonianze dal 1124, anno in cui la comunità del luogo acquisì l’autorizzazione di costruire un castrum novum presso le rive del Garda. In seguito la Rocca fu l’emblema del potere militare, dove si applicava il potere delle signorie prevalenti. È probabile che la struttura fu ingrandita per volere dei Veneziani e degli Scaligeri, inoltre vennero applicate ulteriori modifiche in occasione del lungo periodo della dominazione dei principi vescovi di Trento, in particolar modo di Bernardo Clesio.

In base alle antiche illustrazioni si nota una struttura differente rispetto a quella attuale, caratterizzata da una serie di elementi che si riscontrano fino alla seconda metà dello scorso secolo come ad esempio le torri angolari, la doppia cinta merlata, giardini di rose e frutta e le pescherie trattate nelle cronache rinascimentali e barocche.

Castel Campo

Castel Campo emana un forte fascino castellano ma è anche una importante attestazione della storia locale. Il castello si trova nel bel mezzo di un bosco al confine della Piana di Lomaso, un complesso monumentale caratterizzato da due torri angolari cilindriche che conservano una raffinata corte medievale.

È possibile che in un primo momento fosse un rifugio comunitario in base alla sua collocazione protetta ma anche adiacente alle vie di comunicazione tre le Giudicarie Esteriori e quelle Interiori. Senza alcun dubbio fino al 1190 fu la residenza dei Campo, una famiglia molto potente con tributari e vassalli presso numerose pievi, ma anche i proprietari dei Castelli di Merlino e Toblino, oggi scomparsi.

Negli anni del conflitto tra i veneziani e i milanesi, precisamente nel 1423, Francesco di Campo si coalizzò con i Visigoti determinando l’inizio di un periodo molto difficile per il maniero che fu distrutto più di una volta e ricostruito. Il castello fu acquistato dai Trapp nel 1496 e fu oggetto di numerosi lavori di abbellimento e ampliamento.

Durante l’Ottocento fu riedificato per intero e modificato notevolmente. La famiglia Rasini, milanese, acquistò il castello nel 1920. Da un punto di vista architettonico si presenta particolarmente incantevole in particolare grazie alla presenza di elementi medievali e in stile romantico, con richiami nello stile gotico presenti in particole modo nei saloni.

Particolarmente incantevole è il cortile interno, costituito da tre ordini di loggiati, realizzati in periodi differenti, con cinque estesi arconi nel porticato sorretti da ingenti colonne in pietra rossa, elementi che erano parte della struttura precedente del Trecento.

Orario:

Si consiglia di contattare l'ApT Terme di Comano.

Castel Thun

Vista Panoramica di Castel ThunIn posizione panoramica a Vigo di Ton, Castel Thun è uno splendido esempio di architettura castellana trentina. Il simbolo di antichi fasti di una delle casate del trentino più potenti, il castello sovrasta per imponenza e bellezza la Val di Non. Fu realizzato nella metà del XIII secolo, fu la dimora della famiglia dei Thun.

Presenta una struttura civile-militare di stampo gotico circoscritta da una serie di fortificazioni di pianta regolare, caratterizzato da baluardi, torri di vedetta, bastioni lunati e un fossato. Particolarmente interessante è la Porta Spagnola, così chiamata per il viaggio leggendario in terra spagnola di un giovane Thun, inoltre è protetta da due torrette ed è ornata da un suggestivo bugnato. Il castello fu acquistato nel 1992 dalla Provincia autonoma di Trento, oggi è la sede del Museo Castello del Buonconsiglio.

Arrivati al castello, e oltrepassato il primo cortile, troverete l’accesso al palazzo comitale mentre, al piano terra, si trovano le sale pubbliche e al primo piano, un tempo, erano presenti le stanze dei signori. Particolarmente interessanti sono la Stanza del Vescovo, completamente rivestita in legno di cimbro, un tempo occupata dal principe – vescovo Sigismondo Alfonso Thun, ma anche la Stanza del Camino, costituita da un bellissimo caminetto del rinascimento.

Inoltre la Stanza dei Morti, dove ancor oggi è possibile osservare sulle pareti i segni del fumo dei ceri che furono accesi in occasione delle veglie funebri. Inoltre, la cappella del castello in onore e memoria di San Giorgio, custodisce un ciclo di affreschi particolarmente interessate, di provenienza tedesca del XV secolo.

Castel Toblino

Il lago di Toblino col castello sullo sfondoUn castello meraviglioso che nasce nel bel mezzo del lago di Santa Massenza, tra i più noti di tutti i castelli della regione. Il Castel Toblino è particolarmente noto per la sua particolare posizione ma anche per l’incantevole paesaggio che gli fa da cornice. Il castello è anche famoso per le numerose leggende che circolano attorno al parco e alle sue mura, sull’area occupata dal castello, che fino a qualche anno fa era una piccola isola, dove il livello del lago era più di due metri, circa 2000 anni fa si dice che abitavano delle fate alle quali, nel III secolo, era dedicato un piccolo tempio.

Tutto ciò è attestato da una lapide murata presso il portico del castello che Paolo Orsi, noto archeologo, lo indica come unico nel suo genere nell’ambito dell’epigrafica romana. L’idea magico-religiosa fu sostituita da quella militare-strategica e presso una zona del tempio nacque un fortilizio conteso per molto tempo dai signorotti del luogo. La struttura che ammiriamo oggi è il risultato della riedificazione per volere di Bernardo Clesio nel XVI secolo.

Il castello da maniero fu trasformato in una residenza molto ammirata dai principi vescovi di Trento, in particolar modo dai Madruzzo. Infatti proprio Carlo Emanuele Madruzzo, ultimo tra i principi vescovi di questa dinastia è il protagonista di una delle leggende più cruenti. Si racconta che il vescovo fu fatto avvelenare dalla nipote Filiberta e da suo fratello Vittorio, inoltre si ritiene che l’amante del principe vescovo fosse Claudia Particella, dalla quale il vescovo ebbe dei figli.

Il castigo divino non si fece attendere infatti una sera Claudia e il fratello attraversavano il lago per arrivare al castello ma la barca si capovolse e i due ragazzi morirono. Durante le notti di luna piena gli spiriti dei due ragazzi vagano ancor oggi nelle acque del lago.

Borgo di Casez

Banco, Casez e Mongolo, frazioni di Sanzeno e RomenoCastel Casez si trova sulla piazza dell’antico borgo di Casez, che ancor oggi vi darà la possibilità di ammirare il suo antico fascino. Una struttura maestosa che predomina sugli altri edifici del borgo antico, nonostante le continue ristrutturazioni verso la fine dell’Ottocento non ha ancora perso la sua antica bellezza.

La struttura infatti presenta ancora elementi in stile castellano, in particolar modo nell’imponente torre merlata con un tetto spiovente e presso la cortina, anche questa merlata, della quale oggi sono visibili solo alcuni resti. I Bragherio o Bracherio di Coredo furono i primi tra i proprietari che lo presero in feudo nel XIII secolo, periodo in cui si presentava solo come una torre quadrata su uno spiazzo. Nel corso dei secoli si sviluppò fino ad occupare tutto lo spiazzo.

Fu anche la residenza dei nobili Concini e anche oggi è una proprietà privata. Le antiche struttura del castello erano distribuiti attorno alla piazza centrale, costituiti da un’architettura gotica veneta con elementi tipici nordici. Nella zona ovest della piazza nascono Case Bertoli e Gerio, impreziosite da raffinati portali, affreschi e da bifore di stampo rinascimentali.

Poco oltre si trova la Casa de Concini, impreziosita da affreschi raffiguranti oggetti sacri del XVIII secolo, inoltre una statua realizzata nel 1741 probabilmente di Pietro Antonio Barbacovi di Taio. Proseguendo la zona bassa del luogo possiamo ammirare la Casa Sarcletti con un magnifico portale del 1526. Presso al chiesa gotica in onore di S. Celestino possiamo ammirare un ciclo affrescato “La Passione di Cristo” del 1461 realizzato da Maestro Leonardo da Bressanone, che lavorò anche presso il chiostro del Duomo di Bressanone.

Orario:

Si consiglia di contattare l'ApT Val di Non per eventuali occasioni di apertura al pubblico